Gli spread al 31 dicembre 2015

Termina l’anno stabile il livello dello spread dei tassi a 10 anni: 96 bps rispetto al Bund, 21 bps a ns. favore rispetto al Bono, 60 bps rispetto all’Oat.
Se il confronto lo facciamo rispetto ai valori di fine 2014, otteniamo risultati significativamente più interessanti: i differenziali di tassi decennali sono diminuiti di 38 bps rispetto a quelli tedeschi, 45 bps rispetto a quelli francesi a 49 bps rispetto a quelli spagnoli.

Biconsulting Spread gen 2016

Un altro giro di giostra

Non me ne voglia Tiziano Terzani, scrittore che amo profondamente, ma le affinità che trovo con la situazione generale dei mercati finanziari è forse blasfema, ma assai consistente.
Ci chiedevamo solo un mese fa se il sogno fosse finito e se fossimo in procinto di vivere una nuova stagione di profonde sofferenze, ed eccoci qui a raccontare come la fenice sia riuscita ancora una volta a risorgere dalle proprie ceneri.

Redimenti e volatilità dei BTP al 31 ottobre 2015

Molto interessante è stato l’andamento dei tassi italiani, con cali generalizzati su tutta la curva (-11 bps a 2 anni, -19 a 5 anni, -22 a 10 anni e -24 a 30 anni). Quello che colpisce, però, è il fatto che, in termini assoluti, anche in Italia si sono veriicati i primi casi di tassi negativi all’emissione (per ora solo sulle scadenze entro i 2 anni) e tassi rilevati sul mercato secondario collocati appena al di sopra dello zero.

I tassi guida al 31 ottobre 2015

L’andamento dei tassi d’interesse dei due paesi è stato, questo mese, particolarmente divergente. Se ha una parte i tassi tedeschi sono calati su tutta la curva (-0,07%), quelli statunitensi sono aumentati tra 5 bps (a trent’anni) e i 15 bps (a 5 anni). Questo ha determinato un allargamento dello spread GER-USA che ormai si colloca al di sopra dei 100 bps su tutta la curva (104 a 2 anni, 160 a 5 anni, 162 a 10 anni e 167 a 30 anni).

... penso che un sogno così ...

Tutto il sistema dei grandi players finanziari non ha dubbi circa il futuro dei mercati e la temporaneità della correzione dei mercati, soprattutto per mancanza di vere alternative. Sarà, ma non mi fido!! Mi sembra che attualmente ci sia una costante enfatizzazione (negativa) di tutte le notizie negative e una sostanziale indifferenza per quelle positive; ci sia una serie di correzioni e di recuperi, con un trend in calo e in un contesto di alta volatilità.
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