Rendimenti e volatilità dei BTP al 30 settembre 2015

Anche in Italia, fatti salvi i biennali che sono rimasti sostanzialmente stabili, i tassi d’interesse sono scesi: -15 bps a 5 anni, -22 bps a 10 anni e -12 bps a 30 anni
Queste variazioni hanno dato fiato al valore corrente degli investimenti; considerando le rispettive duration modificate, gli incrementi di performance derivanti dai cali dei tassi d’interesse sono stati:  -0,02% sui biennali, +0,67% sui quinquennali, +1,96% sui decennali e +2,44% sui trentennali.

I tassi guida al 30 settembre 2015

Le incertezze che regnano nel comparto azionario hanno contribuito alla crescita di interesse verso investimenti “più sicuri”. Aumenta così la domanda dei titoli di stato che spinge verso il basso i tassi d’interesse.

Questa situazione ha cambiato il mini-trend precedente (crescita dei tassi d’interesse e di irripidimento della curva), riportando i valori verso quelli di fine 2014.

Dalla padella nella brace

Agosto è sempre agosto e, ancora una volta, non si è smentito: chi riteneva che l’ampia correzione dei mercati, azionari e obbligazionari, fatta registrare nel secondo trimestre fosse stata superata ha ricevuto le risposte che si meritava. Suparato (forse) lo scoglio Grecia, siamo andati diritti a sbattere contro lo scoglio Cina e di questo hanno sofferto gli investimenti, di qualsiasi tipo essi fossero.

Se osserviamo i dati complessivi del bimestre estivo, possiamo notare che sono andati bene i risultati degli investimenti obbigazionari, soprattutto per il livello dei tassi d’interesse che sono rimasti sostanzialmente stabili (rispetto a giugno) sui mercati guida e che si sono ridotti sul mercato domestico. Gli investimenti azionari, invece, hanno sofferto molto, con valori nel bimestre ampiamente negativi, concentrati prevalentemente nella settimana 18-25 agosto.

Sul fronte del cambi, è continuata, pur con molta volatilità, la ripresa di valore dell’euro che, nei giorni della crisi cinese, ha dato l’impressione di essere diventata la divisa-rifugio. Stabile l’inflazione, molto altalentante l’oro, in peggioramento per molto tempo e in ripresa verso la fine del mese il prezzo del greggio.

Tutto ciò lascia sempre più intendere che la fase primaria di crescita (dei mercati azionari) sia terminata e che stiamo attraversando la fase di sviluppo orizzontale che porta verso un periodo di profonda correzione generalizzata dei valori. Quanto siamo vicini all’orlo del burrone non è facile dirsi, ma sembra proprio che ne siamo in prossimità e che l’anno prossimo possa essere segnato come un anno nero. Da questo deriva che occorrerà, con le dovute cautele, revisionare la politica d’investimento per arrivare alla costruzione di portafogli che siano più coerenti con le aspettative: un po’ di liquidità, molto obbligazionario a breve termine, quel po’ di azioni  necessarie per calmierare il rischio complessivo. Per chi potesse, qualche ricorso anche a strumenti alternativi, il più decorrelati possibile dal resto dei mercati.

Lo spread al 31 agosto 2015

Superate le tensioni del fronte greco, lo spread rispetto al tasso decennale tedesco è rientrato nel mese di luglio e si è stabilizzato nel mese di agosto. Attualmente vale 116 bps (rispetto a 154 di fine giugno); è migliorato anche rispetto alla Spagna (da 4 a favore della Spagna a 15 a favore del btp italiano) e alla Francia (da 83 a 81 bps). Siamo ancora molto lontani dal minimo del 12 marzo (89 bps rispetto alla Germania), ma in deciso miglioramento rispetto ai massimi di giugno.
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