I tassi guida al 31 agosto 2015

E’ continuato il mini-trend di crescita dei tassi d’interesse e di irripidimento della curva della Germania, dove i tassi d’interesse sono tornati sui valori di fine giugno, dopo aver superato il tentativo di contro-break avanzato nel mese di luglio. Discorso simile negli USA, dove però la curva si è lievemente appiattita nel corso del bimestre, con il tasso biennale che aumenta di 7 bps, mentre quello quinquennale cala di 13 bps, quello decennale cala di 17 bps e quello trentennale di 19 bps. Cambiano gli scenari? Forse.

La frittata è fatta!!

Dopo mesi di tirammolla, di posizioni che si andavano avvicinando e poi allontanando, dopo dichiarazioni di pacato ottimismo e di malcelato pessimismo, siamo arrivati all’ultima puntata della telenovela greca.
A prescindere da quale sarà il risultato del referendum di domenica sappiamo già chi ha perso: l’Europa, ovvero quella pantomima di Unione che, lasciata in balia di dilettanti della politica, non è riuscita a superare una crisi che, sebbene profonda, ha riguardato un paese che pesa il 2% del PIL dell’area.

Rendimenti e volatilità dei BTP al 30 giugno 2015

L’azione congiunta dell’aumento dei tassi tedeschi e dello spread Italia-Germania sono le cause del deciso rialzo dei tassi italiani, accompagnato da un lieve irripidimento della curva.
E così, i tassi a due anni sono cresciuti nel mese di 25 bps (da 0,16% a 0,41%), quelli a 5 anni in aumento di 33 bps (da 0,89% a 1,22%), quelli a 10 anni in aumento di 45 bps (da 1,85% a 2,30%) e quelli a 30 anni in aumento di 40 bps (da 2,86% a 3,26%).

Lo spread al 30 giugno2015

Le tensioni del periodo, accentuate negli ultimi giorni di mese, hanno determinato un visibile aumento degli spread: +27 bps rispetto alla Germania (da 137 di fine maggio a 154 di fine giugno), ma anche +10 rispetto alla Francia (da 24 a 34 bps); stabile il differenziale di rendimento verso la Spagna, intorno alla parità tra i decennali dei due paesi.

I tassi guida al 30 giugno 2015

Come detto nel commento dello scenario, l’andamento dei tassi d’interesse è stato uno dei due elementi che hanno determinato lo sviluppo dei mercati nel bimestre”.  Questo era il commento di fine maggio. Ora possiamo aggiungere che il trend è continuato e i tassi sono ancora cresciuti, con un ulteriore irripidimento della curva. In Germania i tassi a due anni sono rimasti invariati, mentre quelli a 5 anni sono cresciuti di 16 bps, quelli a 10 anni sono cresciuti di 24 bps e quelli a 30 anni sono cresciuti di 48. Molto volatile è stato tutto il percorso di crescita, basti pensare che il processo è iniziato il 17 aprile (decennale a 0,05%) per raggiungere lo 0,60% il 7 maggio, rientrare allo 0,48% per fine maggio, riportarsi a 1,06% il 10 giugno, scendere fino a 0,70% il 18 giugno, ritornare il 26 giugno a 0,94% e chiudere il mese a 0,77%. Non c’è male per uno strumento considerato la quintessenza della sicurezza.

Lo scenario e il punto sugli investimenti

Il secondo trimestre ha fatto emergere alcuni consistenti punti di rottura rispetto a quanto espresso nei tre mesi precedenti. La vera novità è legata alle cause della rottura del trend: ci aspettavamo un ritracciamento delle quotazioni azionarie, ritenute da tutti molto elevate, invece il movimento di correzione è stato guidato dai tassi d’interesse e sui rapporti di cambio. Il tutto, poi, non è successo in date vicine o limitrofe, ma si è sviluppato nell’arco dell’intero bimestre.
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