I tassi guida al 31 maggio 2015

Come detto nel commento dello scenario, l’andamento dei tassi d’interesse è stato uno dei due elementi che hanno determinato lo sviluppo dei mercati nel bimestre. E così, rispetto ai valori di fine marzo, i tassi sono cresciuti sia negli USA (da 8 bps a 2 anni a 41 bps a 30 anni), sia in Germania (da +3bps a 2 anni a +50 bps a 30 anni), condizionando in modo sostanziale le politiche di investimento degli investitori a causa delle perdite diffuse su tutta la curva.

L'andamento dei mercato al 31 marzo 2015

Finisce il primo trimestre dell’anno senza una vera e propria correzione dell’andamento messo in mostra nei primi due mesi; se è vero che i valori, sia azionari sia obbligazionari, sono alti e potenzialmente pericolosi, è altrettanto vero che nessuno si prende la briga di abbandonare le posizioni, nella convinzione che non si possano non cogliere le opportunità esistenti. Questo è un dato di fatto, a prescindere dalla necessità o meno di mantenere investiti i propri capitali, se non addirittura di incrementere le posizioni.

Rendimenti e volatilità dei BTP al 31 marzo 2015

Anche l’Italia non si esime dall’offrire rendimenti in calo su tutta la curva dei tassi: biennali da 0,20% a 0,16%, quinquennali da 0,60% a 0,58%, decennali da 1,36% a 1,25%, trentennali da 2,35% a 2,10%. Gli scostamenti diventano più significativi se valutati in termini reali: visto l’incremento del tasso d’inflazione (da -0,19% di fine febbraio a -0,09% di fine marzo), il calo è stato più evidente ed è compreso tra i 14 bps dei tassi a due anni ai 35 bps di quello a 30 anni, contribuendo all’appiattimento dela curva.

I tassi guida al 31 marzo 2015

Dopo una sosta durata solo pochi giorni, è ripresa in modo chiaro la tendenza al rientro dei tassi d’interesse, che si è verificata sia in Germania (dove i tassi a medio/breve sono calati tra i 2 e i 3 bps e i tassi a medio/lungo hanno accelerato la caduta con un’ulteriore perdita collocata tra i 16 ed i 40 bps, determinando un’ulteriore sensibile appiattimento della curva), sia negli USA (dove i tassi sono calati tra i 9 e i 18 bps).

L'andamento dei mercati al 28 febbraio 2015

Pensavamo che i risultati offerti dai mercati nel mese di gennaio fossero indice di un fuoco di paglia, ma qui di paglia c’è solo la coda di chi non riesce a cogliere le opportunità presenti: i tassi guida hanno smesso di scendere (almeno per ora) e questo ha frenato l’andamento dei mercati obbligazionari, ma ha dato nuova spinta a quelli azionari; i prezzi delle commodities (guidate dal petrolio) stanno tentando una ripresa di valore, ma non riescono a manifestare una chiaro trend orientato al recupero; il cambio si mantiene in un’area di relativa debolezza, dando così più forza alla penetrazione internazionale dei prodotti e dei servizi dell’Unione.
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