Rendimenti e volatilità dei BTP al 31 ottobre 2014

Le difficoltà del mese si sono riversate anche sulla curva dei tassi dei BTP, determinando un incremento generalizzato che ha determinato un appiattimento della curva, con un aumento che parte dai +26 bps a breve termine, per arrivare fino a +9 bps sul lunghissimo termine.

Considerando poi la variazione dell’inflazione (da -0,19% di fine settembre a +0,09 di fine ottobre), i rendimenti reali sono scesi rispetto a settembre su tutto l’arco: -2 bps a 2 anni, -13 a 5 anni, -27 a 10 anni e -19 a 30 anni.

Spread al 31 ottobre 2014

Mese complicato, anche sul fronte degli spread di tasso verso tutti gli altri. Così il differenziale di rendimento dei decennali italiani sale da 141 bps di fine settembre a 152 di fine ottobre, dopo essere passato da 139 bps il 3 ottobre, ma anche da 173 bps il 16 ottobre. Anche i differenziali verso gli altri paesi sono aumentati: verso Spagna da 20 a 26 bps e verso Francia da 107 a 118 bps.

Tassi guida al 31 ottobre 2014

Nel corso del mese di ottobre lo spread di tassi tra Germania e USA si è lievemente ridotto, attraverso un processo di appiattimento della curva tedesca (+2 bps a breve fino a -11 bps a lunghissimo) al quale ha fatto riscontro un processo di riduzione più marcato della curva statunitense (-8 bps a breve fino a -14 a lunghissimo termine). Considerando il tasso di inflazione dei due paesi (0,85% stabile in Germania e 1,66% in lieve riduzione negli USA), i tassi reali rimangono negativi in entrambi i paesi fino al segmenti  5 anni, ma poco remunerativi nei segmenti successivi. Il differenziale dei tassi reali subisce, così, piccole variazioni.

I mercati del mese di ottobre

Questo non è un mestiere per deboli di cuore, ma neanche per coloro che, senza averne capacità, esperienza e strumenti, vogliano intraprendere un attività che, a posteriori sembra semplicissima, ma che è capace di annientare ogni resistenza velleitaria. L’andamento del mese di ottobre ha dimostrato quanto sia determinante saper guardare avanti, cercando di non incespicare, ma senza avere troppi riguardi per il giorno per giorno.

Il piano draghi. cosa succede a mercati e investimenti

Il piano Draghi è consistente, innovativo e ben congegnato, ma da solo non basterà a riportare la crescita in Europa. Siamo scivolati in una crisi di domanda aggregata che richiede un cambio più debole e soprattutto importanti politiche di bilancio. Senza la ripresa dei consumi non ci sarà neppure ripresa degli investimenti.

Anche se il piano Draghi era in parte già anticipato nei prezzi, per qualche mese i mercati europei dovrebbero salire. Nel breve termine è opportuno privilegiare l’azionario europeo e in particolare il Sud – Italia in primis. Passata l’euforia, la palla tornerà alla politica e alle politiche di bilancio. Il gioco vero sarà quello e su quello i mercati giudicheranno.

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