I mercati del mese di ottobre

Questo non è un mestiere per deboli di cuore, ma neanche per coloro che, senza averne capacità, esperienza e strumenti, vogliano intraprendere un attività che, a posteriori sembra semplicissima, ma che è capace di annientare ogni resistenza velleitaria. L’andamento del mese di ottobre ha dimostrato quanto sia determinante saper guardare avanti, cercando di non incespicare, ma senza avere troppi riguardi per il giorno per giorno.

Andiamo per gradi. A livello di sistema, lo scenario ha mostrato segnali di cambiamento: l’inflazione ha manifestato un lieve recupero (da -0,19% a +0,09% a livello annuale e da -0,37% a +0,09% a livello mensile); il dollaro si è rafforzato dello 0,9%, dopo essersi indebolito dell’1,4% nella prima metà del mese; il prezzo dell’oro è calato del 3,3% dopo essere aumentato del 2,2% nella prima metà del mese; solo il prezzo del petrolio ha continuato ad indebolirsi tutto il mese, chiudendo il periodo con un calo dell’11,9%. E siamo solo all’inizio.

Biconsulting - Pro memoria nov 2014

Entriamo nel merito dei mercati che ci sono più vicini: quello azionario e quello obbligazionario. Qui le cose non sono andate diversamente, tanto che, se qualcuno pensa che il mese di ottobre sia stato un mese difficile per gli investimenti, intendendo che il loro valore di mercato abbia perso, ebbene si sbaglia: i risultati aggregati sono stati positivi, con molte punte di eccellenza, ma anche con alcune importanti defezioni. E anche in questo caso l’andamento del mese non è stato lineare, ma ha offerto spunti di vero panico e di vera euforia.

Il mercato azionario, nel suo complesso, ha offerto un risultato positivo (+1,6%), ma ha subito una correzione profonda nei primi sedici giorni del mese (-7,0%) per poi rimbalzare (+9,2%) e chiudere appunto in positivo. Non è vero, però, che tutte le aree e tutti i settori abbiano offerto gli stessi risultati, sebbene siano andati tutti nello stesso verso. E così, se il Pacifico ex-Giappone (+5,7%), i BRIC (+3,4%) e gli USA (+3,3%) sono andati bene, meno bene sono andati i mercati azionari europei (-1,2%) e, soprattutto dell’area Euro (-2,5%). Ancor più variegato è stato l’andamento dei settori merceologici, con le utilities (+4,5%) che eccellono e con energia (-4,3%) e materie prime (-2,6%) che arretrano. Detta così sembrerebbe uno dei soliti mesi, ma ottobre non è stato un solito mese; se avessimo fermato l’analisi al giorno 16, avremmo certificato una perdita diffusa sia per area geografica (area Euro -10,3%, Regno Unito -8,5%, Giappone -7,8%, USA -6,6%), sia per settore (energia -10,8%, sanità e salute -7,8%, beni industriali -7,4% e così via). Se invece avessimo valutato la situazione nella seconda metà del mese, avremmo ottenuto risultati completamente differenti: USA +10,5%, mondo +9,2%, area Euro +8,6%, ecc., fino ad America Latina +4,6%, ma anche sanità e salute +12,1%, tecnologia +10,6%, beni industriali +9,6%, fino a materie prime +4,8%.

Biconsulting - Equity nov 2014

Biconsulting - Equity split nov 2014

Il mercato obbligazionario non è rimasto immune da queste onde, sebbene con intensità molto inferiori. E così a livello mensile abbiamo osservato un +0,8% nei paesi emergenti, un +0,5% nelle corporate, un +0,3% nei governativi (meglio le durate più lunghe di quelle più brevi) e solo un +0,2% nelle high yield e un -0,6% nelle inflation linked. Ma nei primi 16 giorni del mese meglio sono andate le corporate  (+0,1%, ma anche +0,6% nelle tripla A), contro un -0,2% nei governativi, un -1,4% nelle high yield e un -2,1% nelle inflation linked. Anche qui, nella seconda quindicina, si è invertito tutto: +1,7% i paesi emergenti, +1,6 le high yield  e le inflation linked e solo un +0,4% i governativi.

Biconsulting - Bond nov 2014

Biconsulting - Bond split nov 2014

La sintesi di tutto questo non può che essere quella che andiamo ripetendo da mesi ormai: fintanto che non ci siano segnali veri e consistenti di inversione del trend, un risparmiatore oculato non si deve curare dell’andamento quotidiano delle borse e continuare solo a guardare avanti. Naturalmente tutto ciò avrà una fine, ma questo sarà un altro film.

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