I tassi guida al 28 febbraio 2015

Dopo mesi di discesa ininterrotta dei tassi d’interesse, nel mese di febbraio la tendenza sembra essersi arrestata e si manifesta qualche segnale opposto: salgono i livelli e si irripidisce la curva statunitense, con un +17 bps a 2 anni, +35 bps a 5 e a 10 anni ed un +39 bps a 30 anni (in quest’ultimo caso la perdita dell’investimento si può stimare in un 7,8%). Tendenzialmente nulle sono state le variazioni della curva tedesca, dove il rendimento del biennale scende ulteriormente al -0,23% (-4 bps rispetto a fine gennaio), quello del quinquennale scende al -0,09% (-4 bps sempre rispetto a fine gennaio), quello del decennale cresce di 3 bps per arrivare ad un “sontuoso” +0,33% e quello del trentennale ritorna all’1%, con un incremento di 5 bps.

 Molto più variegata ed interessante è l’analisi dei rendimenti reali dei due paesi, dove il tasso d’inflazione si è mosso in maniera evidente: in Germania dal +0,2% al -0,4%, negli USA dal +0,8% al -0,1%. Questo ha comportato innanzi tutto che entrambe le curve siano tornate in territorio positivo (da un +0,15% del biennale  ad un +1,38% del trentennale in Germania e da un +0,71% del biennale ad un +2,68% del trentennale negli USA), ma ha anche le variazioni sono state sensibili (da 53 a 62 bps in Germania e da 102 a 124 bps negli USA). Il tutto senza spostare in modo significativo l’inclinazione delle curve, il cui differenziale tra tassi a lungo a tassi a breve rimane sostanzialmente immutato.

Biconsulting Tassi mar 2015

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