L'andamento dei mercati al 28 febbraio 2015

Pensavamo che i risultati offerti dai mercati nel mese di gennaio fossero indice di un fuoco di paglia, ma qui di paglia c’è solo la coda di chi non riesce a cogliere le opportunità presenti: i tassi guida hanno smesso di scendere (almeno per ora) e questo ha frenato l’andamento dei mercati obbligazionari, ma ha dato nuova spinta a quelli azionari; i prezzi delle commodities (guidate dal petrolio) stanno tentando una ripresa di valore, ma non riescono a manifestare una chiaro trend orientato al recupero; il cambio si mantiene in un’area di relativa debolezza, dando così più forza alla penetrazione internazionale dei prodotti e dei servizi dell’Unione.

Se è vero che un progetto di disaster recovery debba essere tenuto attivo, è forse maggiormente vero che non cogliere le opportunità che stanno sbocciando come fiori in primavera non è segno di una oculata politica di investimento.

Prima dei mercati, diamo una rapida occhiata agli scenari: l’euribor a 3 mesi scende al minimo dello 0,04% (buon per i debitori di mutui, anche se sui loro contratti le banche hanno spesso applicato un minimo che risulta essere ben superiore al valore corrente); il dollaro si rafforza fino a 1,1210, quasi in linea col valore di fine gennaio; il prezzo dell’oro si stabilizza a 1216 $/oncia, il 5% al di sotto del prezzo di fine gennaio; il petrolio tenta di stabilizzarsi oltre i 50 $/bar, ma fa fatica e si ferma ad un +3,6% rispetto al minimo di gennaio. L’inflazione italiana si attesa ad un +0,3% rispetto a gennaio e -0,2% rispetto al febbraio 2014.

Biconsulting Pro memoria mar 2015

E i mercati dei titoli? Eccoli:

  • sul comparto obbligazionario i ritorni sono stati tutti positivi, ma molto meno eclatanti del mese precedente. Bene i governativi (+0,8%, con gli ultradecennali che arrivano fino ad un +1,3%); bene anche i corporate (+0,6%, con i BBB che arrivano allo 0,9%) e i paesi emergenti (+0,6% anch’essi); molto meglio gli high yield (+2,0%) e le inflation linked (+2,1%). Nei primi due mesi dell’anno i segmenti più interessanti sono stati i paesi emergenti (+ 8,7%), i governativi ultradecennali (+7,8%), le inflation linked (+4,6%) e gli high yield (+3,3%).

Biconsulting Bond mar 2015

  • più continuativo rispetto a gennaio è stato l’andamento del comparto azionario, dove la performance media mondiale ha raggiunto il 6,3%. Dal punto di vista geografico nessuna area ha offerto risultati inferiori al 6%, ad eccezione delle aree emergenti, dove brilla solo l’Europa emergenti con un +10,2%. L’andamento dei settori merceologici è stato, invece, un po’ più articolato, con le materie prime che brillano (+8,5%), ma anche con i beni di lusso (+7,9%) e i tecnologici (+7,8%) risultano migliori della media. Qui abbiamo l’unico segno negativo del mese (Utilities -2,5%). In questo primo scampolo d’anno i risultati migliori sono stati forniti dal Giappone (+17,1%), dalle materie prime (+15,4%), dall’area Euro (+15,2%) con una media mondiale al + 12,2%. Sotto la media sono stati i risultati offerti dalle utilities (+5,3%), dall’America Latina (+5,5%), dall’energia (+8,4%), dai Finanziari (9,3%), ma, soprattutto, dagli USA, con un “misero” 11%.

Biconsulting Equity mar 2015

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