Rendimenti e volatilità dei BTP al 31 marzo 2015

Anche l’Italia non si esime dall’offrire rendimenti in calo su tutta la curva dei tassi: biennali da 0,20% a 0,16%, quinquennali da 0,60% a 0,58%, decennali da 1,36% a 1,25%, trentennali da 2,35% a 2,10%. Gli scostamenti diventano più significativi se valutati in termini reali: visto l’incremento del tasso d’inflazione (da -0,19% di fine febbraio a -0,09% di fine marzo), il calo è stato più evidente ed è compreso tra i 14 bps dei tassi a due anni ai 35 bps di quello a 30 anni, contribuendo all’appiattimento dela curva.

Più sensibile è lo scostamento dell’intero trimestre, nel corso del quale i rendimenti a 2 anni sono scesi di 34 bps, quelli a 5 anni di 42 bps, quelli a 10 anni di 62 bps e quelli a 30 anni di 111 bps.

Considerando, infine, i rispettivi valori di duration modificata, gli incrementi di rendimento derivanti dalla riduzione dei tassi appena presentata appaiono interessanti: +0,07% sui biennali, +0,09% sui quinquenali, +0,85% sui decennali e, soprattutto, +5,10% sui trentennali. Questi risultati si amplificano ulteriormente se il periodo di valutazione diventa il trimestre, determinando così performance dello 0,66% sui titoli a 2 anni, dell’1,88% sui titoli a 5 anni, del 5,07% sui titoli a 10 anni e del 23,19% sui titoli a 30 anni.

Biconsulting Curva btp apr 2015

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