L'andamento dei mercati al 31 maggio 2015

Molto articolato è stato lo sviluppo dei mercati dei primi due mesi del secondo trimestre; le dominanti tassi d’interesse e rapporto di cambio hanno determinato andamenti piuttosto decorrelati, ma, soprattutto, molto volatili.

 Il comparto obbligazionario ha sofferto in entrambe i mesi: -1,5% a aprile e -1,6% a maggio sono stati i risultati dei governativi, due mesi quasi identici, guidati verso il basso dalla lunghezza degli investimenti, con valori molto prossimi allo zero per il breve termine e progressivamente fino al -3,6% - 3,9% per il lunghissimo periodo. Non si sono salvate le corporate (-0,5% sia a aprile sia a maggio, con posizioni più penalizzate se rappresentate da rating più elevato) e le inflation linked (-0,5% a aprile e -2,1% a maggio); un po’ meglio le high yield (+0,5% a aprile e +0,1% a maggio) e molto differenti i paesi emergenti (-2,6% a aprile e +2,4% a maggio). Questo andamento ha ridimensionato i risultati dell’intero anno, con i governativi che si fermano ad un +1,2% (dove solo gli ultradecennali mantengono un +3,5%, molto limato dopo le perdite di questi ultimi due mesi) e le corporate non vanno oltre uno striminzito +0,5% (lievemente migliori i rating peggiori rispetto ai tripla A); meglio sono andate le high yield (+3,8%) e le inflation linked (+3,1%). Decisamente fuori portata è stata la performance dei paesi emergenti che, nonostante l’andamento di aprile, hanno offerto un risultato di tutto rispetto (+14,6%).

Biconsulting Bond giu 2015

 Meglio è andato il comparto azionario, dove l’indice mondiale è sceso del 1,3% a aprile, ma è salito del 2,2% a maggio, determinando un risultato dei primi cinque mesi dell’anno del +16,3%. Naturalmente non tutto è brillato: ad aprile bene sono andati solo i paesi emergenti (dal +7,9% per i BRIC al +4,1% per gli emergenti Asia), mentre tutte le altre aree si sono collocate molto più in basso (dal +2,5% del Regno Unito al -3,3% degli USA). Per quanto riguarda i settori bene solo l’energia (+5,1%) e poi tutti gli altri prevalentemente con performance inferiori allo zero. A maggio le cose si sono invertite sia a livello geografico (Giappone e USA +3,6% e poi giù fino al -5% dell’America Latina), sia a livello settoriale (Sanità e salute + 5,1%, fino all’energia -3,4%). Riepilogando quanto è avvenuto nei primi cinque mesi dell’anno, dal punto di vista geografico bene il Giappone (+27,8%) e i Paesi Emergenti (tra il 20% e il 23%, fatta eccezione per l’America Latina che si accontenta del 2,5%), mentre dal punto di vista settoriale bene è andata la sanità e salute (+23%) e poi gli altri, fino alle utilities (+8,4%).

Biconsulting Equity giu 2015

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