L'andamento dei mercati al 30 giugno 2015

I risultati offerti dai mercati nel mese di giugno è stato da negativo a molto negativo, con una penalizzazione generalizzata che ha colpito soprattutto il comparto obbligazionario nella prima parte del mese e quello azionario negli ultimi giorni.

Biconsulting Pro memoria lug 2015

  • Il comparto obbligazionario ha sofferto tutto il mese e su tutti i fronti: -2,6% i Governativi (dove la perdita raggiunge il 6,2% negli ultradecennali, ma non risparmia neanche il breve termine (-0,2%);   -1,9% i Corporate (dove peggio vanno i tripla A con un -2,6%); male anche le High Yield (-1,8%) e le Inflation Linked (-1,9%). Molto male i Paesi Emergenti (-3,5%). Le profondità dei risultati ha ampiamente danneggiato il rendimento dell’anno, dove passano in negativo le performance dei Governativi (-1,4%), dove la durata del segmento determina un progressivo peggioramento dei risultati (da +0,2% del breve termine al -3,0% del lungo termine). Negative anche le performance dei Corporate (-1,4%), dove il risultato è inversamente correlato con il rating (da -2,7% dei tripla A a -1,2% dei tripla B). Rimangono positive le performance delle Inflation Linked (+1,2%), delle High Yield (+2,0%) e soprattutto dei Paesi Emergenti (+9,9%).Biconsulting Bond lug 2015
  • Peggio è andato il comparto azionario, dove, nel mese,  l’indice mondiale è sceso del 3,9 %, quale sintesi di andamenti negativi che si sono verificati sia nelle aree geografiche, sia nei settori. Tra le prime, i paesi maturi offrono rendimenti collocati tra il -3,3% del Giappone e il -5,2% dell’Europa senza l’area Euro, mentre nei paesi emergenti si salva solo l’America Latina con un -0,6%. Tra i settori l’andamento è stato un po’ più variegato, sebbene costantemente negativo, con la salute e sanità che “brilla” con il suo -2,6%, fino ad arrivare ai beni e servizi di pubblica utilità che raggiunge il -6,8%. Anche in questo caso, i risultati del mese hanno condizionato le performance dell’anno, dove, tra le aree, va bene il Giappone (+23,6%); ben distanziati, ma sempre positivi, l’Europa (13,3%), il Regno Unito (+10,8%) e gli USA (+10,5%) e, per concludere, l’America Latina che si deve accontentare di un 1,8%. Tra i settori bene sanità e salute (+19,6%), beni di lusso (+16,0%) e telecom (+13,8%) e poi tutti gli altri, fino ad arrivare ai beni e servizi di pubblica utilità con il suo +1,0%.Biconsulting Equity lug 2015

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