L'andamento dei mercati al 31 agosto 2015

I risultati offerti dai mercati nel bimestre luglio-agosto non sono stati brillanti, con una tenuta del mercato obbligazionario ed una profonda caduta dei mercati azionari.

  • Il comparto obbligazionario ha sostanzialmente tenuto bene, molto meglio nel mese di luglio (governativi +2,4%, con gli ultradecennali che migliorano di oltre il 5%, corporate +1,2%, senza una sostanziale differenziazione tra i livelli di rating, paesi emergenti +5,2%, high yield +1,1%, inflation linked +1,6%, convertibili -0,2%), e decisamente meno bene nel mese di agosto, dove la “settimana di passione” non ha risparmiato neanche questa categoria di strumenti (governativi -0,9%, corporate  -0,7%, high yield -1,1%, inflation linked -1,5%, paesi emergenti -5,3% e convertibili -6,1%). Nell’insieme i risultati dei due mesi è stato generalmente positivo, fatta eccezione per le inflation linked (-0,7%) e le convertibili (-4,0%). Le performance complessive del 2015 sono un po’ cambiate rispetto a quelle di fine giugno: governativi -0,2%, corporate -1,0%, high yield +2,1%, inflation linked +0,5%, convertibili +6,4%, paesi emergenti +8,4%.
  • Molto peggio è andato il comparto azionario, dove, nel bimestre luglio-agosto l’indice mondiale è sceso del 6,5%. Meglio di questo valore medio hanno fatto i paesi maturi (Europa e USA -4,7%, Giappone -5,9%, Regno Unito -6,4%) e quasi tutti i settori, ad eccezione delle materie prime (-13,0%), energia (-12,7%) e finanziari (-8,0%). Peggio tutti gli altri, in modo particolare i paesi emergenti che hanno toccato punte superiori al -17%. Come dicevamo, però, l’andamento del bimestre non è stato uniforme: a luglio l’indice mondiale ha fatto segnare un +1,8%, che è stato perso nei primi 18 giorni del mese di agosto (-1,4%), per poi precipitare ad un -12,0% nella settimana 18-25 agosto e risalire di un 5,8% nei giorni rimanenti del mese. Anche in questo caso, sono stati i paesi emergenti che hanno avviato e accentuato la caduta, basti pensare che nel mese di luglio la performance degli indici europei è stata del +4,0% (con l’area Euro che è arrivata fino ad un +4,7%), mentre quelli americani si sono fermati ad un +2,9% e i paesi emergenti hanno raggiunto il -7,5%. Il peggio, però, è avvenuto ad agosto, dove nella settimana di passione, a fronte di un valore medio del -12,0%, è andata un po’ meglio l’Europa (-8,2%), il Regno Unito (-9,6%) e gli Emergenti Europa (-8,1%), ma anche le telecomunicazioni (-9,5%), mentre per tutto il resto il rosso è stato profondo, toccando il -14,0% in Giappone, ma anche il -14,9% nell’energia. E’ chiaro che questa fase sta pesando sui risultati dell’intero anno, rendendo le performance molto variegate: l’indice mondiale sta offrendo un +4,6%, con l’Europa che arriva al +7,9%, gli USA al +5,2%, il Giappone al +16,3%, la sanità e salute al +14,9%; dalla parte opposta stanno andando i paesi emergenti (fino al -17% dell’America Latina), le utilities (-1,1%), le materie prime (-4,5%) e l’energia (-8,1%).

Biconsulting Pro memoria set 2015

Biconsulting Bond set 2015

Biconsulting Bond dettaglio ago 2015

Biconsulting Equity set 2015

Biconsulting Equity dettaglio ago 2015

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