Un altro giro di giostra

Non me ne voglia Tiziano Terzani, scrittore che amo profondamente, ma le affinità che trovo con la situazione generale dei mercati finanziari è forse blasfema, ma assai consistente.
Ci chiedevamo solo un mese fa se il sogno fosse finito e se fossimo in procinto di vivere una nuova stagione di profonde sofferenze, ed eccoci qui a raccontare come la fenice sia riuscita ancora una volta a risorgere dalle proprie ceneri.
Una sintesi generale è presto fatta: economie e mercati nel corso del mese di ottobre hanno offerto nuove speranze per un approccio verso un inverno meno turbolento delle attese. Ma è davvero così?Biconsulting Pro memoria nov 2015
Andiamo per gradi. I tassi a breve sono ulteriormente calati, anche in Italia (euribor a 3 mesi da -0,04% a -0,07%), il dollaro si è rinforzato del 1,5% rispetto al valore di fine settembre, il prezzo dell’oro è cresciuto del 2,3%, così come quello del brent. Quindi uno scenario sostanzialmente positivo.
I tassi dei paesi guida si sono ulteriormente divaricati, con un movimento verso il basso di quelli tedeschi e un movimento opposto di quelli statunitensi. Questo ha consentito un recupero significativo dei rendimenti obbligazionari registrato su tutta la curva e su tutti i livelli di rating, ma anche su tutti i paesi, in modo particolare su quelli emergenti.
I mercati azionari, continuando con un movimento a yo-yo, hanno messo a segno una performance che è risultata positiva dovunque, senza eccezione alcuna, tale da recuperare i risultati negativi dell’intero terzo trimestre.
Tutto questo, però, non ci spinge a cambiare la nostra visione del mercato, semmai a consigliare di capitalizzare gli utili provenienti dagli investimenti che maggiormente hanno beneficiato della congiuntura, rinunciando forse a nuovi record relativi, ma evitando le conseguenze negative che, in fin dei conti, ci aspettiamo.

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