La curva dei BTP al 31 dicembre 2015

Così come è successo per i tassi tedeschi, anche quelli italiani sono risultati in aumento rispetto ai valori di fine novembre, con aumenti che vanno da 1 bp per i biennali, ai 22 bps per i quinquennali, ai 17 bps per i decennali e ai 10 bps per i trentennali.
Se il confronto è con i valori di fine 2014, allora le cose cambiano: i tassi di fine dicembre risultano essere più bassi rispetto a quelli di un anno prima di 50 bps sulle scadenze a due anni, 31 bps su quelle a cinque anni, 29 su quelle a 10 anni e 54 su quelle a 30 anni, determinando così utili in conto capitale pari all’1% sui biennali, all’1,43% sui quinquennali, al 2,55% sui decennali e al 10,49% sui trentennali.
Se analizziamo l’andamento dell’intero anno, possiamo osservare che è stato molto variegato ed ha seguito da vicino l’andamento dei tassi tedeschi e le tensioni che si sono verificate sui mercati, facendo segnare i minimi di rendimento a marzo, per tornare sui livelli massimi a giugno e di qui invertire ancora la tendenza fino a novembre. I successivi valori di dicembre sembrano presentare un nuovo punto di rottura, ancora tutto da confermare.

Biconsulting REL BTP 2015

Il percorso di rientro dei tassi si presenta in modo più eclatante se ci spostiamo verso un’analisi quadriennale, dalla quale di evince una riduzione dei valori generalizzata, che contribuisce in modo consistente alla riduzione del costo del nostro debito pubblico. L’utile in conto capitale, per l’investitore, diventa in questo caso assai evidente: 4,68% per i titoli biennali, 13,24% per quelli a 5 anni, 26,19% per quelli a 10 anni e 46,88% per quelli a 30 anni.

Biconsolting REL BTP 2010 2015

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