F.a.q.

B&I Consulting da pareri generici o consigli molto specifici? Chi li mette in pratica?


Noi consigliamo il cliente sia sulla migliore allocazione generale degli investimenti - quali strumenti, quali aree, quali settori - che sugli specifici titoli e sul momento più opportuno per investire o disinvestire. Noi non operiamo direttamente sul mercato e non abbiamo accesso al patrimonio dei nostri clienti. E' beninteso che consigliamo e aiutiamo il cliente nella ricerca degli intermediari più efficienti con i quali operare e negoziamo insieme a lui le migliori condizioni di mercato. Attiviamo inoltre tutti gli strumenti consentiti per facilitare l'operatività del cliente. Lo aiutiamo a decidere e ad attuare la sua decisione, ma non ci sostituiamo a lui, che deve rimanere libero e consapevole delle sue scelte. E' la differenza fondamentale tra consulenza e gestione.

 


Perchè dovrei pagare per la consulenza finanziaria quando promotori e banche me la forniscono gratuitamente?


Una seria consulenza richiede alta professionalità ed un'importante quantità di lavoro. Di fatto non possono esistere consulenze gratuite. Cambia invece il modo di pagarle.
Il consulente finanziario indipendente fattura un normale onorario, di solito commisurato al patrimonio sotto consulenza. Promotori, banche, assicurazioni guadagnano invece sui proventi dei prodotti che collocano - fondi, gestioni, assicurazioni, ecc. Non si tratta quindi di due consulenze comparabili. Nel secondo caso infatti, anche nei moltissimi casi in cui l'interlocutore è competente ed onesto, la consulenza è finalizzata e condizionata dalla vendita che deve seguire.

 


Quali sono le commissioni richieste da B&I Consulting?


Per il servizio completo di accompagnamento annuale, le commissioni sono definite a scaglioni sui livelli di patrimonio. Il primo scaglione prevede una commissione dell'1,25% ed una soglia minima. Gli scaglioni successivi prevedono aliquote decrescenti.
Le commissioni vengono fatturate anticipatamente, per trimestre.

 


Qual'è la somma minima da investire per poter accedere ai servizi di B&I Consulting?


Non c'è un investimento minimo richiesto. Peraltro il lavoro di B&I Consulting è totalmente personalizzato per ogni cliente e genera dunque dei costi fissi, in una certa misura indipendenti dalla dimensione del cliente. Per questa ragione, per il servizio di accompagnamento annuale, accanto al fee in percentuale sul patrimonio, è stata stabilita una soglia minima di € 8.000. Quindi, se si intende mantenere l'incidenza del costo consulenziale entro limiti normali, consideriamo che il patrimonio investibile dovrebbe essere di almeno 500.000 euro.
Naturalmente è anche possibile richiedere una consulenza su argomenti specifici, ovvero un check up patrimoniale. In questo caso B&I Consulting formalizzerà un preventivo basato sui tempi di lavoro previsti.

 


Nel caso un investitore gestisca direttamente il proprio patrimonio, quale apporto può dare un consulente finanziario?


Quella che chiamiamo gestione diretta, è spesso di fatto una pluralità di gestioni conferite a SIM, SGR, Assicurazioni, Banche. Queste gestioni solitamente mancano di una visione unitaria che permetta di evitare duplicazioni e di ridurre il rischio globale. Sovente un'analisi accurata mette in luce costi occulti eccessivi ed efficienze migliorabili con una migliore selezione.
In ogni caso il consulente apporta una forte professionalità, una visione "esterna" e un monitoraggio continuo degli investimenti. Permette di consacrare alla gestione del patrimonio tutto il tempo necessario, per cogliere rapidamente le opportunità e limitare i rischi.
Inoltre, nelle fasi delicate ditrasmissione del patrimonio, garantisce alla famiglia tutta la tranquillità che deriva da una conoscenza completa della situazione patrimoniale e dalla continuità nella sua gestione.

 


Qual'è la differenza tra un consulente indipendente e un promotore o l'addetto al servizio investimenti di una banca?


Il lavoro del promotore o dell'addetto agli investimenti in banca è finalizzato alla vendita dei prodotti finanziari proposti dalla casa. Da tale vendita dipende la sua remunerazione, che solitamente si differenzia anche in funzione della tipologia di strumenti collocati. Al di là della correttezza e della preparazione di questi interlocutori, nel sistema è evidente un conflitto tra l'obiettività necessaria nella fase consulenziale e gli imperativi della vendita.
Il consulente finanziario indipendente , al pari di un commercialista o di un avvocato, è retribuito esclusivamente dal suo cliente attraverso un onorario che è proporzionale al patrimonio di cui si occupa ed è tiotalmente slegato dall'ammontare e dalla tipologia degli investimenti da effettuare. Questo lo rende libero di consigliare i suoi clienti secondo professionalità e coscienza, avendo come solo obiettivo quello di realizzare al meglio i loro obiettivi.

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