L'andamento dei mercati

Le tensioni connesse alla “terza guerra mondiale a pezzi” secondo il commento di Papa Francesco, accompagnate alle difficoltà economiche legate alla pessima gestione politica dell’Unione contribuiscono a far aumentare la sensazione diffusa  di incertezza del futuro, ma non determinano netti cambiamenti di tendenze dei mercati finanziari. Danno testimonianza di ciò gli ulteriori aumenti dei mercati azionari (+0,9%) e di quelli obbligazionari (+0,1%) e l’allargamento degli spread dei tassi d’interessa tra Germania e USA (156 bps dei decennali), che si calano in una deflazione tendenziale dell’area Euro (quella italiana è arrivata a -0,1%), ma anche in un calo generalizzato dei prezzi delle commodities, oro compreso (Petrolio WTI -4,2%, Oro -5,9%). Non dimentichiamo che, nel mese, il dollaro ha continuato a rafforzarsi, scendendo anche sotto quota 1,26, con un incremento di valore del 4,2% nel mese.
Navigare a vista è sempre più necessario, per non restare col cerino acceso in mano, ma senza rinunciare ai risultati che continuano ad essere sostanzialmente positivi.
Vediamo nel dettaglio:Biconsulting - Equity ott 2014
•    nel comparto azionario, l’indice mondiale è cresciuto dello 0,9%. A livello geografico meglio hanno fatto il Giappone (+3,6%) e gli USA (+2,6%); in linea l’area Euro (+0,8%), negativi tutti le altre aree (-1,1% il Regno Unito, -5,2% i BRIC, -5,6% il Pacifico ex-Giappone e tutti i paesi emergenti, con al vertice l’America Latina (-9,6%). Questi valori hanno un po’ mescolato le carte dell’intero 2014, con un valore mondiale che sale al 13,6%, al di sopra del quale si ergono solo gli USA (+18,0%), mentre tutti gli altri offrono risultati meno brillanti (Regno Unito +7,8%, Giappone +7,6%, BRIC +10,8%, area Euro +5,2%).
•    il mercato obbligazionario, sebbene ancora positivo, appare in deciso rallentamento. I governativi dell’area Euro hanno offerto nel mese uno 0,1% (meglio il comparto intermedio, negativi gli ultradecennali), i corporate uno 0,2% (meglio il rating fino alla A, peggio i tripla B), gli high yield confermano la loro fase negativa (-0,6%), così come le inflation linked (-0,3%). Una area a brillare è quella dei paesi emergenti che, nel mese, hanno raggiunto un +1,4% di tutto rispetto. Questi piccoli spostamenti non hanno mutato l’andamento delle performance dell’anno, dove bene stanno andando i governativi (+10,4%) e, in particolar modo gli ultradecennali (+20,5%) e i paesi emergenti (+16,7%); appena più indietro le inflation linked (+8,2%); meno bene le corporate (+6,7%) e le high yield (+5,1%).Biconsulting - Bond ott 2014 Non traggano in inganno, però, questi valori perché sono stati calcolati su indici campionari e, nella realtà operativa rappresentata da obbligazioni o fondi d’investimento, si sono verificati risultati ben differenti da quelli appena visti.

 

 

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