Obbligazioni che rendono

Il tipico investitore “fai da te” non vende quando sta perdendo molto, nella (vana) speranza di recuperare. Vende quando ritiene di avere guadagnato abbastanza, nel timore di perdere. Il professionista invece vende solo quando ha identificato qualcosa di meglio da comprare: vende e compra sulle prospettive, non sui risultati passati. Per il professionista il portafoglio è del denaro – poco importa se liquido o investito in titoli facilmente liquidabili – che ogni giorno attende di essere investito. Quando non vende è perché ritiene che l’investimento in essere resti il migliore anche per il futuro. Altrimenti compra l’investimento più promettente, grazie alla vendita del vecchio.

Obbligazioni acquistate nel 2012/2013 a poco prezzo garantiscono alti flussi di rendimento sul capitale a suo tempo investito – diciamo più del 5% - ma rendimenti ben più magri se valutati ai prezzi di oggi. Che fare? Quali tenere e quali vendere? Non fatevi confondere da prezzi e cedole. Qual è oggi il rendimento netto a scadenza? Questo è il dato che conta. Poiché le grandi occasioni sono sparite da un pezzo, per ottenere rendimenti migliori occorrerà comunque accettare compromessi sulla qualità o sulla scadenza. E tenere d’occhio i grandi tagli.

Se intendete mantenere per un certo tempo il vostro investimento, il nostro consiglio è di cercare di evitare le lunghe scadenze, che saranno le più penalizzate quando i tassi si alzeranno, anche se in Italia c’è ancora dello spazio per qualche discesa dello spread. Ma non illudiamoci di poter fare grandi affari con i nuovi titoli. Non è più tempo. Le obbligazioni andrebbero acquistate quando i prezzi sono bassi e i rendimenti alti. E oggi siamo al punto opposto. Le obbligazioni torneranno interessanti nei prossimi anni.

banner4
SiteLock