Recupero minusvalenze investimenti

La tassazione sui proventi finanziari, malgrado l’aumento del luglio ’14, sembra in generale piuttosto moderata se confrontata con quella dei principali Paesi U.E. L’imposta è del 12,5% sui titoli di stato (cedole e plusvalenze di vendita) e del 26% su tutti gli altri strumenti. Ma l’apparenza questa volta inganna.

La tassazione infatti dovrebbe pesare solo sugli utili netti effettivamente conseguiti, dopo aver dedotto l’insieme delle perdite sofferte negli ultimi quattro anni. Quindi le minusvalenze sono deducibili Ma questa purtroppo è solo teoria. In pratica, nei rapporti amministrati, le minusvalenze derivanti da Fondi, Sicav, ETF ecc. sono compensabili solo con le plusvalenze derivanti da vendite di azioni, obbligazioni e certificati. Se non si generano utili sufficienti su queste categorie, la compensazione non può avvenire. Nella realtà, compensare davvero le minusvalenze è molto difficile. Così la maggior parte delle minusvalenze viene persa per strada, dimenticata. E la percentuale reale di imposizione, quella sugli netti conseguiti, risulterà molto più pesante – a volte addirittura doppia! – rispetto a quella dovuta. Significa che gli utili veri saranno in gran parte confiscati.

Alla B&I da sempre dedichiamo la massima attenzione alla problematica fiscale che, se ben gestita, consente un eccezionale miglioramento della performance degli investimenti. Si tratta di un servizio incluso per i clienti ai quali forniamo un accompagnamento continuo, o di un servizio specifico per quei clienti che desiderino un aiuto solo su questa problematica.

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